Gli alunni delle classi terze B, D, E, della scuola secondaria di primo grado “W. Bonatti”, raccontano la gita scolastica in Francia attraverso il loro “journal de bord”.

Mercoledì 3 maggioGrenoble

Alle ore 5:40 di mattina noi ragazzi delle classi terze B, D, E siamo partiti dalla scuola media in pullman per la Francia. Questo viaggio rappresenta il completamento dello scambio culturale con la scuola media di Vernoux. Durante l’anno abbiamo stabilito dei contatti via e. mail con i ragazzi francesi. Ma riprendiamo la narrazione della nostra avventura…
Dopo una breve sosta all’Autogrill di Rivoli siamo passati davanti al promontorio su cui è arroccata la Sacra di S. Michele, un’Abbazia che è considerata il monumento simbolo del Piemonte, all’imbocco della valle si Susa.
 Alle 9 :35 abbiamo attraversato il lungo tunnel del traforo del Frejus
Alle ore 12:00 siamo arrivati alla stazione della spettacolare téléphérique dove abbiamo incontrato la guida che si chiama Steve per visitare la città di Grenoble e farci scoprire le meraviglie del suo centro storico per 2 ore.
La città è attraversata dall’Isère, un fiume che sfocia nel Rhone (Rodano).
“Cularo” fu il primo nome di Grenoble che all’inizio era solo un piccolo villaggio che divenne nei secoli una grande città fortificata.
In questa regione vi erano molti monasteri di Certosini dediti alla preghiera e alla produzione di liquori.
La chiesa di St. André è il secondo edificio più antico dopo le mura. La chiesa fu costruita dai signori della città “I Delfini”, così chiamati perché usavano il delfino come simbolo araldico. Il delfino si può trovare, infatti, in diverse fontane della città.
Abbiamo visto la Place Grenette, Les Jardins de Ville, l’église di St. André e la Cathédrale di Notre-Dame.
Verso le 7:00 di sera ci siamo sistemati nell’albergo in cui alloggeremo per il resto della gita.  

 

Giovedì 4 maggio – ONLYLyonIMG_20170503_130857 IMG_20170504_130055 IMG_20170504_202259

Alle 8:00 siamo partiti dall’hotel e con il pullman ci siamo diretti verso Lione che sorge alla confluenza di due grandi fiumi  la Saône e il Rhône.

La prima tappa della visita è stata l’imponente cattedrale di Notre-Dame, che è situata sulla cima della collina Fourvière, la colline qui prie (la collina che prega) e che sovrasta la città vecchia. La piazzetta antistante alla cattedrale offre una visita mozzafiato sulla città vista dall’alto. Da quell’altezza si possono osservare tutti i quartieri soprattutto i grattacieli della città nuova.

Lungo il tragitto, per arrivare nel centro storico di Lyon siamo passati per un parco fitto di vegetazione attraverso da un sentiero segnalato da piastrine color oro a forma di rosa che ricordano i grani di un rosario dove i lionesi si fermano per pregare durante la Settimana Santa e il mese Mariano. Entrati nel borgo cittadino, dopo aver sceso una gradinata ripidissima ed esserci persi in un dedalo di viuzze medioevali, siamo sbucati davanti alla Cattedrale di Saint Jean. Dopo la visita della chiesa ci siamo diretti verso la zona più moderna della città. Passando per rue S. Jean ci siamo imbattuti in un tipico TRABOULE, passaggi pedonali coperti che attraversano corti private di edifici e che permettono il transito diretto da una via cittadina all’altra.

Giunti in Place Bellecour abbiamo​ fatto una caccia al tesoro per trovare la statua dello scrittore​ del romanzo Il Piccolo Principe, Antoine Jean Baptiste Marie Roger de SaintExupéry, che per coincidenza l’anno prima la nostra classe (3D) ha letto, ma nonostante tutto ci ha attirato di più un parco giochi lì di fianco ma, purtroppo, per i professori eravamo troppo “grandi” per giocarci, quindi ci siamo accontentati di farci tanti divertenti selfie con l’aviatore e il suo piccolo amico.

Tra le risate abbiamo raggiunto l’altra parte della piazza dove le prof. ci hanno lasciato un’oretta per poter mangiare. Per confermare la globalizzazione stereotipata della nostra generazione, la 3D ha scelto un posto dove pranzare molto alla francese … McDonald’s!!!!!!

Dopo il ritrovo (dove le prof sono arrivate in ritardo) ci è stato lasciato altro tempo libero per fare du shopping!  Abbiamo deciso di dividerci in due gruppi le ragazze sono andate a fare compere e i ragazzi sono andati a curiosare nella sede della squadra di calcio del Lyon, per niente stereotipati mi dicono…

Al secondo ritrovo dove le prof sono arrivate in ritardo (come al solito), ci siamo ricordati di dover acquistare ancora un ultimo souvenir per una nostra cara compagna che non è venuta in gita con noi. La nostra prof ci ha lasciato 15 minuti  e quindi ci siamo fermati in un negozio e le abbiamo preso un regalo e siamo tornati di corsa al ritrovo.

Appena arrivati a Valence non abbiamo avuto neanche il tempo di andare in hotel perché siamo andati direttamente a cena all’Auchan, il ristorante non era il massimo come l’hamburger del Mc ma almeno le patatine fritte erano buone e abbondanti.

Dopo cena per divertirci un po’ ci siamo seduti in cerchio per terra in mezzo al corridoio dell’Auchan, di fronte alle casse e ci siamo messi a giocare con la pallina finché non sono venuti le guardie a cacciarci!!!!

Appena arrivati​ in hotel si può dire che siamo andati tutti nelle proprie camere.

Questa giornata è stata forse la nostra preferita perché abbiamo avuto la possibilità di girare liberi per la città.

 

Venerdì 5 maggio – Désaignes-Ardèche

Ci siamo svegliati verso le 6:00 ci siamo preparati e siamo scesi a fare colazione tutti erano nelle nostre stesse condizioni ovvero degli zombie ambulanti, abbiamo poi fatto le valigie e le abbiamo portate fuori essendo questo il nostro ultimo giorno.

Abbiamo trascinato le valigie fino al l’autobus dove siamo saliti diretti a Dèsaignes, una cittadina medievale nel Parco Nazionale dell’Ardèche, una zona collinare famosa les châtaignes e le colture di vite.

Abbiamo anche visto una lepre, mentre la preside ci spiegava come si sarebbe svolta la giornata, e le curiosità del posto.

Finalmente siamo arrivati. La città è molto carina, ha conservato il suo aspetto medioevale, infatti, è protetta da una cinta di mura e da una torre di avvistamento.

Sono rimaste solo tre porte d’ingresso, la prima da cui siamo entrati è meglio conservata con ancora il portone in legno.

Attraversata la porta, ci siamo ritrovati in una stradina molto stretta e che curvava a destra, la guida ci ha spiegato che era un antico espediente architettonico per proteggere il borgo dal vento e dagli attacchi nemici.

Camminando abbiamo notato che sulla cornice superiore delle porte d’ingresso e delle finestre delle case c’erano dei buffi disegni, tipo dei cappellini che abbiamo scoperto essere un segno di benvenuto.

Abbiamo visto inoltre una griglia addirittura del Trecento, in ferro, ancora conservata, le altre due porte d’ingresso, il resto di un antico tempio dedicato a Diana, due chiese, una cattolica ed una protestante distrutte più volte durante la guerra dai cattolici e protestanti.

Abbiamo fatto una lunga visita al Castello della città con la nostra guida francese.

Il castello era molto bello, in parte ristrutturato soprattutto l’ala che era bruciata e usata poi durante la seconda guerra mondiale come alloggio per i rifugiati e gli ebrei. L’unica stanza che non ha mai subito ristrutturazioni è la cucina.

Nelle altre invece hanno cercato di mantenere elementi originali e comunque sono state riempite di oggetti autentici.

I caminetti erano in ogni stanza anche perché servivano a riscaldare l’ambiente, non essendoci (ovviamente) il riscaldamento elettrico.

C’erano anche una cantina, per il vino, e una cappella, perché essendo nel Medioevo molto superstiziosi, i ricchi quando costruivano una villa, potendoselo permettere, si facevano anche una cappella privata che poi affrescavano magnificamente. Purtroppo quella era stata ritinteggiata e stuccata e quindi gli affreschi non si sono conservati se non in piccoli punti.

Finita la visita al Castello abbiamo pranzato e ci siamo riposati un po’, e poi nel primo pomeriggio siamo ripartiti per tornare in Italia, dove siamo arrivati in serata.